una società spaccata titolo articolo

Una società “Spaccata” che si trasforma

Questa volta voglio scrivere un articolo un poco diverso rispetto a tutti gli altri scritti che ho fatto. Il mio intento è quello di condividere un mio punto di vista e alcuni miei studi, da professionista del campo delle scienze umane con quel pizzico di visione ampia sul mondo in cui viviamo, che possa fare una panoramica della società che si evolve, che percorre nuove strade e si trasforma nel tempo.

Dopo un anno che cerco di dare una definizione alla società odierna, sommersa nel mondo di internet e persa in varie convinzioni di diverse nature, sono arrivato a definirla “spaccata”, una società “spaccata” che con il nascere di nuove branche e di nuovi “guru” da seguire va sempre più “spaccandosi”.

Ma definiamola adesso: “spaccata” significa che si sono create delle fratture tra diverse branche che spaziano dai professionisti, scienziati, persone, ragazzi, dottori, religiosi, spacciatori e chiunque esista in questo globo. Si, sono sempre esistiti vari gruppi di pensiero nonché gruppi religiosi, ma nei tempi indietro sono stati sempre ben definiti; cristiani, protestanti, evangelisti e tutte le varie religioni, o come la politica, destra, sinistra e via dicendo. 
Ma oggi la questione si è trasformata: vediamo nascere nuove scienze, nuove convinzioni e nuove credenze che portano le persone a vivere esclusivamente per quel pensiero da cui sono stati persuasi e a volte manipolati, chiudendo di conseguenza qualsiasi possibilità di mettere in dubbio la questione, così da ritrovarsi a escludere tutto il resto del mondo che non la pensa in quel modo. Questo mi fa capire che più nascono queste tipologie di branche di pensiero e più la
società si suddivide in gruppi, auto – etichettandosi rispetto al resto della massa. Vedo che pian piano vengono chiuse sempre di più le vie possibili ad aprire un confronto, perché ogni qual volta provo a metterle in dubbio vengo attaccato pesantemente. Non credo che questo sia un bene, anzi, credo che questa sia la giusta strada per portare la società ad una guerra di pensiero, di credenze, di convinzioni… così da autodistruggersi cercando di far valere un certo pensiero.

Voglio dire, ognuno è libero di credere in qualcosa, di avere un pensiero condiviso con altre persone, sappiamo molto bene che è essenziale per l’essere umano credere in qualcosa; infatti Maslow nella sua piramide ci dice appunto che per essere equilibrati nei nostri bisogni rientra anche il bisogno spirituale, ovvero credere in qualcosa. 

Ma quando è che diventa una problematica? 
Quando è che si trasforma in un arma letale per la massa? 

La mia risposta è questa: diventa una criticità nel momento in cui la massa perde la facoltà di mettere in dubbio la credenza o il pensiero, quando perde la capacità di avere un confronto con un soggetto avente un pensiero diverso per poter valutare la veridicità di ciò che sta pensando e ciò in cui sta credendo. Ad esempio, nella ricerca scientifica uno scienziato esegue un susseguirsi di ricerche e studi su un argomento scoprendo determinate informazioni, di conseguenza divulga il suo risultato, restando comunque disponibile a dei confronti e a nuove ricerche di altri specialisti, fino al punto in cui viene fatta una nuova scoperta; di conseguenza il primo ricercatore da la possibilità al nuovo studio di consolidare, validare o smentire la sua scoperta.

Così credo che dovrebbe fare anche la società, dare la possibilità alle milioni di informazioni e scoperte, che siano inverosimili o veritiere, di mettersi a confronto così da scovare diverse verità. Ma purtroppo l’essere umano ha paura di sapere la verità e per questo non va a scovare cavilli e ad informarsi di un determinato argomento, gli risulta molto più semplice crederci e portare avanti la convinzione cercando di influenzare sempre più persone attorno a lui per sentirsi parte di un “qualcosa” che dentro la sua mente lo porterà al successo e al potere di poter controllare le altre masse.

A questo punto io mi chiedo cosa stia cercando la società: 

il successo? L’approvazione? La conquista del mondo?

Credo che nessuno sappia realmente cosa stia cercando perché ogni volta che ho provato a capirlo è stata evasa completamente la mia domanda, dando la colpa ad un’altra branca di pensiero della distruzione della società. 

Con questo sono arrivato ad un risultato: le masse, i vari gruppi, cercano qualcosa che non esiste, cercano il controllo della società per un fine non ben definito e nel tempo la società si “spacca” sempre più. Ogni giorno nascono nuove teorie, scienze e pensieri senza una solida base scientifica o veritiera. Nasce il bisogno di trasformare la realtà in fantascienza, perché forse molte persone non si sentono in grado di affrontare ciò che è reale, non riescono più a decidere ciò che possa essere giusto per se’ stessi necessitando di una guida che porti loro ad essere migliori. Riflettendoci, colgo che sopravviene una vera mancanza di identità personale.

Certamente approfondirò l’argomento e ci tengo nel dire che in questo scritto non ho illustrato completamente quel che è il mio pensiero nel dettaglio tecnico, ma ho cercato di fare una stesura comprensibile ed essenziale dell’argomento (come già accennai durante un intervista in radio 104.5 l’estate passata). 
In ogni caso continuerò a studiare questa trasformazione osservando quel che succede intorno a me, resterò disponibile a mettere in dubbio le varie nascite di pensieri e gruppi restando ad aspettare qualcuno che mi dica che ciò che sto ricercando non sia così come io dico e suppongo. Non pretendo che ogni persona legga il mio scritto e la pensi come me, ma desidero che ognuno faccia una propria valutazione e che possa in qualche modo mettersi in dubbio e mettere in dubbio. 

Comprendo quanto sia pressante “esistere” in questo mondo, in questa società così caotica e complessa, giudicatoria e pressante, ma anche queste sono convinzioni che esistono solamente nella mente, perché possiamo essere capaci di creare un nostro equilibrio, possiamo avere la capacità di scegliere e di vivere una vita soddisfacente; questo dipende solamente dalle scelte che compiamo ogni giorno, dai pensieri che facciamo, dalle azioni che svolgiamo e ciò in cui crediamo, perché penso che l’unica cosa in cui puoi realmente credere sei te stesso!

Di Manuele Battistini • Educatore sociale • Consulente in Psicobiologia •

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *