Sfondo Titolo Articolo ADHD 3

Trattamento del disturbo da deficit di attenzione e iperattività •ADHD•

Eccomi con l’ultimo articolo del trittico sull’ADHD, cercherò di illustrarti il trattamento del disturbo da deficit di attenzione e iperattività in modo sintetico e comprensibile.

I metodi per trattare l’ADHD in molte occasioni coinvolgono l’unione di diversi fattori come terapie comportamentali, cambiamenti dello stile di vita e trattamenti farmacologici. Un trattamento ben organizzato ed efficiente può migliorare la condizione a lungo termine, comunque spesso non è in grado di eliminare del tutto eventi e comportamenti legati al disturbo, ciò varia dalla tipologia di persona e dall’intensità del disturbo. Da uno studio condotto nel 2005 si evince che il trattamento più efficace sia una particolare attenzione al lavoro sui comportamenti unito al trattamento farmacologico. Solitamente i farmaci utilizzati sono stimolanti, atomoxetina, a volte antidepressivi. Possiamo trovare benefici anche in alcune modifiche della dieta, infatti da alcuni studi si evince che ridurre l’esposizione al colorante alimentare, appunto apporti benefici.

Un curioso studio sul follow up (Studio sociale con una serie di controlli periodici e programmati a seguito di un’azione o intervento) di 8 anni effettuato su bambini con ADHD, ha portato alla scoperta di un picco di difficoltà per il paziente nell’età adolescenziale, indipendentemente dal trattamento o meno. Nel 50% dei casi l’ADHD non persiste in età adulta perché le persone colpite hanno un ottima probabilità di sviluppare alcuni meccanismi di adattamento grazie sia ad un efficiente e mirato trattamento e sia all’esperienza sociale, compensando così i loro sintomi precedenti.

In questo articolo voglio soffermarmi particolarmente sugli interventi comportamentali;  ad oggi molteplici studi confermano che i migliori interventi per il trattamento dell’ADHD sono quelli psicoeducativi ed educativi, terapie cognitive, familiari, cognitivo-comportamentali, interventi a livello scolastico e la formazione di “social skills”.

La terapia familiare è un’ottima alternativa che ha dimostrato di essere molto efficiente nel trattamento del disturbi da deficit di attenzione e iperattività, anche se questo tipo di approccio risulta difficile ove ci siano situazioni familiari con genitori divorziati o in disaccordo o complesse; però è stato dimostrato in più occasioni che un’adatta formazione e sostegno al nucleo familiare uniti agli interventi sul paziente portano ottimi risultati a breve termine.

In base alla mia esperienza lavorativa e ai molteplici casi di ADHD che tratto, ho ottenuto e ottengo ottimi risultati con interventi educativi. Qualsiasi tipo di intervento non fa sparire i sintomi, ma crea condizioni per cui al bambino è possibile vivere delle relazioni sociali più appaganti, possibilmente in un contesto adeguato a favorire la crescita della persona così da poter migliorare l’impatto del disturbo, attenuandone gli effetti nel periodo dove si presenta il picco di difficoltà, ovvero quello adolescenziale. 

Questa tipologia di intervento, si suddivide in 3 macro gruppi, che sono:

  • gli interventi diretti con il paziente, sulle abilità di relazione interpersonale, sull’autostima e sulle capacità di rispettare le regole e controllare gli impulsi;
  • sequenze di interventi diretti ma di carattere psicoeducativo, con strategie di punizioni susseguite da strategie di rinforzamento positivo o l’utilizzo di “token economy” (ovvero un sistema a punti dove il paziente può collezionare, attraverso comportamenti adeguati durante la giornata, dei meriti che porteranno, alla fine di un determinato periodo utile, al raggiungimento di un premio);
  • infine gli interventi indiretti, che coinvolgeranno la famiglia e la classe scolastica del bambino, quindi interventi con i genitori che facciano sentire coinvolto sia emotivamente che nel pratico il paziente, così da sviluppare una rete coerente e vicina a questo.

Le modalità, oltre alle molteplici presenti negli interventi per persone affette da ADHD, a mio parere quelle più essenziali per il trattamento sono una strutturazione di routine ben organizzata partendo appunto dalle più semplici delle azioni come il saluto, hanno bisogno di regolarità e continuità. Un ottimo lavoro con la classe è fondamentale, tutti i suoi compagni conosceranno il paziente per i suoi difficili comportamenti e la sua difficile gestione ma non lo conosco per i suoi privilegi e le sue potenzialità, quindi un ottimo lavoro è quello di coinvolgere la classe a stabilire regole con lui. Fornire indicazioni sul tempo è un altro fattore essenziale, sappiamo che la concezione del tempo è diversa per una persona affetta da ADHD rispetto alla nostra, quindi è essenziale precisare il tempo da dedicare ad un’attività in modo chiaro e coerente indicando anche il grado di difficoltà del lavoro da svolgere. Sono incluse nelle essenziali anche le punizioni, le sanzioni e l’acquisizione di premi o punti dopo adeguati comportamenti.

Di Manuele Battistini • Educatore sociale • Consulente in Psicobiologia •

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *