Sfondo Titolo Articolo ADHD 2

Sintomatologia e Fisiopatologia del disturbo da deficit di attenzione e iperattività •ADHD•

Come ho già illustrato nel precedente articolo gli elementi chiave nel comportamento di soggetti colpiti da ADHD sono disattenzione, iperattività e impulsività.

Se non hai letto il precedente articolo potrai farlo cliccando qui.

In questo articolo voglio approfondire insieme a te la sintomatologia e la fisiopatologia del disturbo in questione per poi arrivare all’ultimo articolo in cui parleremo della diagnosi e dei vari trattamenti.

SINTOMATOLOGIA

Possiamo classificare la prevalenza di alcuni sintomi rispetto ad altri tra i diversi sottotipi di ADHD.

I soggetti con predominanza di sintomi di distrazione e/o disattenzione hanno difficoltà a seguire le istruzioni, hanno difficoltà di elaborazione delle informazioni con la stessa rapidità e precisione degli altri, possono facilmente andare in confusione e muoversi lentamente, non sembrano ascoltare quando gli si parla, hanno difficoltà a completare o svolgere compiti, spesso perdono le cose, hanno difficoltà a focalizzare l’attenzione sull’organizzazione e sul completamento di un compito o nell’imparare qualcosa di nuovo, dopo pochi minuti si annoiano almeno che non stiano facendo qualcosa di divertente, hanno difficoltà a concentrarsi e possono essere facilmente distratti perdendo i dettagli e spesso passando da un’attività all’altra nel giro di pochi minuti.

I soggetti con predominanza di iperattività e/o impulsività, invece, si dimenano e si contorcono da seduti, parlano senza sosta, toccano e/o giocano con qualsiasi cosa sia a portata di mano, hanno difficoltà a star seduti durante un’attività, a cena, a scuola ecc…, sono costantemente in azione e hanno difficoltà a svolgere compiti o attività che richiedono la tranquillità, possono essere molto impazienti, potrebbero proferire commenti inappropriati mostrando le proprie emozioni senza inibizione agendo senza tener conto delle conseguenze, hanno difficoltà nell’attendere il proprio turno e ridono spesso senza una reale motivazione.

Possiamo dire che la maggior parte delle persone mostra alcuni di questi comportamenti, ma non nella misura in cui interferiscono in modo significativo con il lavoro, le relazioni o qualsiasi altra attività, per questo nel precedente articolo ho illustrato la difficoltà e la sottile soglia nel diagnosticare l’ADHD.

Si stima che nel 50% dei casi i sintomi permangono anche in età adulta, anche se tale stima è difficile da validare per la mancanza di criteri diagnostici ufficiali per gli adulti. Negli adolescenti, invece, i sintomi differiscono da quelli dei bambini grazie ai processi di adattamento appresi durante il processo di socializzazione.

Da vari studi ti tipo sociometrico si evince che i bambini affetti da ADHD ricevono meno apprezzamenti e maggiori rifiuti dai loro compagni di scuola o di gioco; pronunciano un numero di frasi negative nei confronti dei compagni dieci volte superiore rispetto agli altri; presentano un comportamento aggressivo tre volte superiore; non riescono a rispettare le regole di comportamento in gruppi e nel gioco ma laddove il bambino con ADHD assume un ruolo attivo riesce ad essere collaborante, cooperativo e volto al mantenimento di relazioni di amicizia.

Tengo a precisare che in due terzi dei bambini l’ADHD non esiste da solo ed è accompagnato da altre patologie, come ODD (disturbo oppositori provocatorio), CD (disturbo della condotta) ecc… che richiederebbero altri tipi di trattamento e dovrebbero essere diagnosticati separatamente invece di essere raggruppati nella diagnosi di ADHD. Vi è inoltre una correlazione l’enuresi notturna persistente, ritardo del linguaggio e la disprassia, ma in questo caso viene diagnosticato il DAMMP ovvero il disturbo da deficit dell’attenzione, controllo motorio e percezione che è una variante dell’ADHD.

FISIOPATOLOGIA

A causa di un elevato numero di spiegazioni concorrenti tra loro la fisiopatologia dell’ADHD non è chiara però è stato osservato che nei bambini con ADHD vi è una generale riduzione di volume del cervello, maggiormente nel lato sinistro della corteccia prefrontale e sembra che siano coinvolti anche i percorsi celebrali che collegano la corteccia prefrontale e il corpo striato. Questo, infatti, suggerisce che la disattenzione, l’iperattività e l’impulsività possono riflettere una disfunzione del lobo frontale e del cervelletto. Le persone con ADHD possono avere una bassa soglia di eccitazione e compensare questo con maggiori stimoli, condizione che provoca la perdita di attenzione e aumenta il comportamento iperattivo ed è dovuto alle anomalie nel modo in cui il sistema della dopamina risponde alla stimolazione. Alcune teorie suggeriscono che i sintomi derivano dall’alterazione di una serie di processi mentali che sono necessari per regolamentare, controllare e gestire le attività della vita quotidiana le cosiddette funzioni esecutive.

Di Manuele Battistini • Educatore sociale • Consulente in Psicobiologia •

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *