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Panoramica del disturbo da deficit di attenzione e iperattività •ADHD•

Voglio parlarti di un disturbo che comunemente mi capita di trattare nel mio lavoro, si tratta dell’ ADHD (dalla sigla “attention deficit and hyperactivity disorder”, ovvero “disturbo da deficit di attenzione e iperattività”). Essendo un argomento molto complesso quanto importante la sua chiara comprensione, ho deciso di dividerlo in tre articoli, partendo da una panoramica superficiale del disturbo per poi successivamente scoprirne la sintomatologia e la fisiopatologia nel dettaglio e infine nel terzo articolo la diagnosi e i vari trattamenti.

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, successivamente denominato ADHD, è un disturbo dello sviluppo neurologico caratterizzato da alterazioni della crescita, dello sviluppo del cervello e del sistema nervoso.

L’ADHD si suddivide in tre sottotipi: ADHD-PI con la predominanza nella disattenzione e la facile distrazione del soggetto; ADHD con la predominanza nell’iperattività e nell’impulsività; il terzo e ultimo sottotipo è l’ADHD di tipo combinato che mostra caratteristiche di facile distrazione e disattenzione con forte impulsività e iperattività.

Le cause

Ancora non abbiamo una causa specifica della sindrome da ADHD, però esistono una serie di fattori che possono causare la sua nascita o la sua intensificazione; nella maggior parte dei casi sembra essere di natura genetica ma anche a causa di fattori sociali, fattori fisici del soggetto, morfologia celebrale, fattori prenatali o altri fattori traumatici.

Tra il 9% e il 20% dei casi, infatti, l’ADHD nasce a causa di fattori ambientali che comprendono l’esposizione ad alcol e fumo durante la gravidanza o nei primissimi anni di vita, il tabacco appunto causa “ipossia” (condizione patologica causata da una carenza di ossigeno all’interno dell’organismo) nel feto. Anche le infezioni prese durante la gravidanza, alla nascita o nei primissimi anni di vita come ad esempio varicella o morbillo sono un fattore di alto rischio per lo sviluppo dell’ADHD.

Questo tipo di disturbo solitamente si presenta nei bambini e si stima che nel mondo tra il 3% e il 5% sia affetto da ADHD e circa il 50% dei casi continua in età adulta.

La sintomatologia

Possiamo evidenziare tre elementi chiave nell’ADHD che sono disattenzione, iperattività e impulsività, ma è difficile evidenziare quale sia la soglia che ci indichi quando un soggetto è ne è affetto, infatti per diagnosticarlo occorre un’osservazione dei sintomi in almeno due situazioni e contesti diversi per almeno sei mesi di tempo, per valutare se determinati comportamenti sono diversi rispetto ad altri bambini della stessa età.

A questo punto abbiamo fatto una panoramica superficiale del “disturbo da deficit di attenzione e iperattività”, come già evidenziato ad inizio articolo approfondiremo gli argomenti nei prossimi articoli!

A presto!

Di Manuele Battistini • Educatore sociale • Consulente in Psicobiologia •

 

Fonti:

  DSM-5

• Wikipedia

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