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ALIMENTAZIONE & BENESSERE PERSONALE

Fin dall’antichità una corretta alimentazione era considerata il miglior mezzo per curare e prevenire malattie. Ovviamente, parlando di un’epoca molto antica, alcune soluzioni risultavano essere quanto meno erronee o fondate su alcune credenze poco fondate; tuttavia rimanendo comunque utilissime per lo sviluppo di  conoscenze successive che poi si riveleranno corrette. Per avvalorare questa tesi, basta pensare che questa strada venne intrapresa da figure come Ippocrate, noto soprattutto per il “Giuramento di Ippocrate” prestato oggi da medici-chirugi e odontoiatri.
Lo scritto di Ippocrate che andremo ad esaminare è chiamato antica medicina, testo risalente al V secolo a.C., dove viene  fatta una vera e propria raccolta di casi che riguardano malattie, cibi e farmaci dell’epoca.

In questo scritto Ippocrate si oppone a chi applica una medicina fondata solo sulle ipotesi, cercando quindi di dar vita ad una medicina che invece si fondi sull’osservazione e sull’esperienza.
Per rivendicare l’originalità del suo metodo, l’autore farà leva sul fatto che il suo pensiero risulta essere in linea proprio con alcuni risvolti culinari.
Nella loro vita primitiva, gli uomini rischiavano la vita se sottoposti al regime alimentare tipico degli animali. Tuttavia ormai l’uomo ha superato la situazione grazie alla scoperta di una nuova dieta basata sulla cottura degli alimenti.
Ippocrate si preoccupa di ripercorrere una storia della medicina, notando che si pone in continuità con le stesse arti culinarie. La medicina salva i malati poiché ha scoperto che non si può somministrare alimenti di cui si nutrirebbero normalmente le persone sane, dovendo quindi cibarsi di alimenti più miti. Nel terzo capitolo Ippocrate ci dice che la medicina non sarebbe mai esistita se gli uomini malati avessero potuto ingerire il cibo dei sani, così come non si sarebbe scoperto nemmeno il regime dei sani se gli uomini avrebbero potuto adattarsi al regime alimentare degli animali. C’è quindi un’analogia tra il rapporto che intercorre tra malati e sani, e da cui possiamo supporre il rapporto che vi è tra sani e malati. Altro punto centrale del discorso medico-alimentare è quello che definisce la salute come equilibrio delle proprietà all’interno del suo corpo. Se tale equilibrio è mantenuto si parla di salute, se invece avviene uno squilibrio allora si manifesta la malattia. In tale senso è importante ricordare Alcmeone di Crotone, vissuto tra fine VI e inizio V secolo. Alcmeone infatti fu il primo a ritenere che la salute è l’uguaglianza tra le qualità presenti nel corpo , mentre a causare la malattia è il predominio di una sulle altre. Le 4 qualità classiche sono: freddo, caldo, umido e secco, ma non sono le sole, ne esistono altre come per esempio il dolce e l’amaro; seppur tuttavia il numero preciso di queste non è definibile. Sempre all’interno del corpo ippocratico poi, oltre ad importanti riferimenti sull’importanza del regime alimentare, si possono trovare importanti spunti riguardo gli esercizi fisici da compiere quotidianamente, così come sulle adeguate ore di sonno.

 

 

Possiamo dedurre dalla precedente illustrazione storica sull’importanza dell’alimentazione per il corretto funzionamento del nostro corpo. In questa parte finale del presente articolo vorrei focalizzarmi sull’importanza di uno stile di vita sano e di conseguenza di un’alimentazione corretta riguardo al nostro stato d’animo e il nostro benessere mentale. Al momento attuale la “Clinical Psychological Science” dedica molteplici articoli che fanno il punto della situazione su questo vasto, difficile e complesso campo di ricerca. Quindi possiamo dedurre che incontriamo sul “mercato sociale” una vastità di teorie, ricerche e credenze su quale sia la corretta alimentazione per il nostro corpo e per il nostro benessere mentale, alcune più affidabili mentre altre illogiche e dannose. Scostandoci, però, dalla parte relativamente di competenza medica-biologica, che non rientra nelle mie competenze, possiamo dire che il nostro stile di vita e quindi anche la nostra alimentazione ha delle conseguenze sul nostro benessere psichico.

Come ho accennato sopra, troviamo sul “mercato sociale” molte teorie diverse tra loro e in alcune situazioni contrastanti. Per comprendere ciò, possiamo dare un’occhiata alle varie diete che vengono proposte in base alle diverse teorie: questo fenomeno mette in campo una grande confusione, proliferando credenze e cure miracolose. Il presente fenomeno sociale ci mette di fronte ad una mala informazione su quale sia la corretta alimentazione per il nostro benessere e di conseguenza troviamo un alto tasso di ripercussioni sul benessere psichico e sociale della persona.

“La nostra mente necessità di avere un corpo sano per poter dare il meglio di sè”

Questo aforisma ci fa riflettere su quanto incide il nostro stile di vita sul nostro benessere mentale, proviamo a riflettere immaginandoci quelle giornate in cui non ci nutriamo correttamente, a come il nostro corpo reagisce e trasforma il nostro stato d’animo, magari a seguito di una mancata colazione ci sentiamo senza energie e non riusciamo a concentrarci su ciò che stiamo facendo, oppure a quei momenti in cui, a seguito di “un’abbuffata” ci sentiamo stanchi e rimandiamo tutti i compiti che avremmo dovuto svolgere nel corso della giornata. Oppure ancora, come quando seguiamo una dieta ferrea e non ci concediamo una piccola trasgressione come si innalzato i livelli di stress nella nostra mente, oppure quando non riusciamo a seguire una dieta e ci sentiamo in colpa, punendoci di conseguenza “digiunando” per il resto della giornata. Questi esempi ci dovrebbero far riflettere, come appunto esiste una correlazione tra l’alimentazione e il benessere mentale, ci sono molteplici ripercussioni sui nostri stati d’animo, in base a come ci nutriamo.

Ma il vero rischio qual’è?

Il rischio è quello di entrare in circoli viziosi, da cui, successivamente diventa complesso uscirne. Pensiamo alle conseguenze come disturbi dell’alimentazione, depressioni e altre tipologie di disturbi e patologie psichiatriche. Con ciò non voglio dire che necessariamente i risultati siano questi, ma pongo i diversi finali raggiungibili a seguito di un’alimentazione scorretta e di una scarsa comprensione dei propri bisogni. Un’altro risultato potrebbe essere quello di vivere le nostre giornate con un’ulteriore carico di stress mentale (ma anche fisico) aggiunto a quello che già ci provoca la vita quotidiana in termini di lavoro, di interazioni e di pressioni sociali.

Come possiamo affrontare tutto ciò?

Premetto che non sono in possesso di qualità magiche e di conseguenza non ho dei metodi e delle tecniche che evitano ogni male. Quello che posso consigliare e quello di affrontare questo “fenomeno sociale” in vari modi. Potremmo iniziare da ascoltare il nostro corpo e di conseguenza comprendere i nostri bisogni fisici. Chiediamoci di che cosa abbiamo bisogno? Che cosa possiamo fare per far star bene il nostro corpo e la nostra mente? Ovviamente l’attività fisica se anche minima è un’ottima scelta per iniziare a prenderci cura del nostro corpo, ma non solo perché l’attività potrebbe essere un ottimo fattore motivante per incrementare la scelta di uno stile di vita sano e di un’alimentazione sana e corretta. Informiamoci, documentiamoci da specialisti e anche da altri soggetti, per comprendere le diverse tipologie di alimentazione, ma attenzione non facciamoci convincere alla prima occasione di adottare una “dieta miracolosa”, continuiamo le nostre ricerche e cerchiamo ciò che potrebbe essere una scelta sana per il nostro benessere. Concediamoci delle piccole trasgressioni e comprendiamo anche le nostre reazioni in termine di emozioni, così da poter sia godere di una piccola trasgressione alimentare ma anche da poter ritornare a regime a seguito del nostro stato emozionale di “senso di colpa”. Non sempre però è semplice stravolgere la nostra “vita alimentare” e per questo è sempre un ottima scelta quella di affidarsi ad un professionista che possa darci un concreto sostegno, per iniziare a prendersi cura di noi stessi. Ma se non siamo noi stessi ad innescare un processo di cambiamento delle abitudini nessuno può imporcelo, il primo ostacolo siamo proprio noi stessi, ma non è impossibile affrontare quelli che sono i nostri blocchi. Mettiamoci in gioco senza fretta di trovare il “miracolo” o la “formula magica”, ma prendiamo consapevolezza della nostra situazione e affrontiamola con uno spirito positivo e con la determinazione di raggiungere uno dopo l’altro i piccoli obiettivi che ci siamo prefissati, con i giusti tempi e con il giusto e constante entusiasmo.

Manuele Battistini

Counselor & T.Socio/Educatore

Francesco Dr. Mazzoni

Dr. Filosofo & forme del sapere